logo

Parco Inclusivo Cosenza-Rende

Procede a passo spedito il crono-programma che vedrà realizzarsi tra Rende e Cosenza il parco inclusivo più grande d’Europa. Inserito nella Rete Ecologica dell’Area Urbana Cosenza – Rende il progetto, grazie all’Agenda Urbana, prevede la realizzazione di una grande area verde che ripensi e valorizzi gli spazi all’aperto in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale che vedrà interessate i parchi Robinson e Nicholas Green. Con l’ultima delibera approvata nella scorsa giunta, l’amministrazione Manna ha approvato l’affidamento della progettazione allo studio Malara. “Il parco Robinson sarà riqualificato a più livelli con parcheggi riservati a persone con disabilità, -ha dichiarato il primo cittadino -la realizzazione di percorsi pedonali attrezzati, la riqualificazione ed integrazione dell'area giochi, la realizzazione di due percorsi sensoriali (odori e colori), la ristrutturazione dei servizi igienici, l’ampliamento ed il ripristino dell’impianto di illuminazione, anche con sistema innovativo e d’avanguardia delle luci fortemente attrattivo. Inoltre la realizzazione dell’impianto di videosorveglianza e la realizzazione di una rampa di collegamento con l’ex-ponte ferroviario garantiranno sicurezza e accesso alle aree verdi”. Il collegamento tra i due Parchi Urbani, garantito attraverso la rifunzionalizzazione dell’ex ponte ferroviario in percorso ciclopedonale di cucitura dei due parchi, aumenterà la funzione dell’area verde inclusiva per prevenire e combattere fenomeni di esclusione sociale. “Attraverso gli interventi di riqualificazione ed attraverso il collegamento tra i due parchi, -ha proseguito Manna -si determinerà pertanto un significativo miglioramento della qualità funzionale ed estetica delle aree verdi esistenti l’eliminazione delle aree degradate, una maggiore fruibilità degli spazi e un nuovo punto di collegamento ecosostenibile, esclusivamente pedonale e ciclabile, tra le città di Cosenza e Rende”. “Valorizzare i Parchi come spazi della rete ecologica urbana nei quali vivere a diretto contatto con la natura e promuovere la cultura della tutela della biodiversità e, insieme, quali luoghi di promozione e di crescita dei rapporti tra gli attori sociali, culturali ed economici, favorendo dal basso la partecipazione democratica dei cittadini significa sostenere politiche volte alla tolleranza e all’inclusione, significa sperimentare per la gestione dei Parchi Urbani modelli di gestione innovativi che prevedano la partecipazione diretta dei cittadini, delle istituzioni scolastiche, dell’associazionismo, del volontariato e delle imprese, con la partecipazione diretta della comunità” ha affermato il sindaco. Manna ha sottolineato poi come: “un modello di sviluppo urbano integrato debba puntare sul sociale, sviluppare pratiche e progettazioni per l’inclusione attraverso una partecipazione condivisa e capace di creare reti tra istituzioni, terzo settore e associazioni dando vita a una serie di servizi intesi come bene comune dell’intera comunità”.